28 marzo 

L'amore incoraggia

"Proteggimi e salvami; fa' che non sia confuso,
perché in te confido."
Salmo 25,2

"Per disporsi ad un vero incontro con l’altro, si richiede uno sguardo amabile posato su di lui. Questo non è possibile quando regna un pessimismo che mette in rilievo i difetti e gli errori altrui, forse per compensare i propri complessi. Uno sguardo amabile ci permette di non soffermarci molto sui limiti dell’altro, e così possiamo tollerarlo e unirci in un progetto comune, anche se siamo differenti. L’amore amabile genera vincoli, coltiva legami, crea nuove reti d’integrazione, costruisce una solida trama sociale. In tal modo protegge sé stesso, perché senza senso di appartenenza non si può sostenere una dedizione agli altri, ognuno finisce per cercare unicamente la propria convenienza e la convivenza diventa impossibile. Una persona antisociale crede che gli altri esistano per soddisfare le sue necessità, e che quando lo fanno compiono solo il loro dovere. Dunque non c’è spazio per l’amabilità dell’amore e del suo linguaggio. Chi ama è capace di dire parole di incoraggiamento, che confortano, che danno forza, che consolano, che stimolano. Vediamo, per esempio, alcune parole che Gesù diceva alle persone: «Coraggio figlio!» (Mt 9,2). «Grande è la tua fede!» (Mt 15,28). «Alzati!» (Mc 5,41). «Va’ in pace» (Lc 7,50). «Non abbiate paura» (Mt 14,27). Non sono parole che umiliano, che rattristano, che irritano, che disprezzano. Nella famiglia bisogna imparare questo linguaggio amabile di Gesù."

Papa Francesco - Amoris Laetitia 100

La sfida di oggi

Quando ho conosciuto il mio lui, la mia lei, ho forse nascosto gli aspetti di me più spigolosi per apparire migliore? Non ho voluto dare peso a particolari di lei, di lui, significativi, perché pensavo di poterli cambiare con il tempo?

Tutto ciò ha alimentato aspettative irrealistiche sia in me che in lui, in lei. Con il tempo questo atteggiamento ha contribuito a generare frustrazioni e delusioni. Le aspettative deluse, gli aspetti nascosti, con il tempo si trasformano in profondi motivi di critica. 

Oggi voglio che la mia relazione sia il contesto nel quale mi sia possibile esprimere me stesso con autenticità. Voglio essere accolto per come sono. Sento il bisogno di ricevere incoraggiamenti e non critiche anche quando commetto errori.

Sono consapevole che queste stesse cose probabilmente le vuole anche la persona che ho accanto? 

Da oggi mi impegno a rinunciare alle aspettative irrealistiche e incoraggio e sostengo la persona che amo per il suo modo di essere, anche e soprattutto quando commette errori, quando esprime la sua fragilità, quando è stanca e frustrata. Quando sento nascere in me la critica per una cosa detta, per una cosa fatta, penso all'effetto che questa critica avrebbe su di me, sento il peso del giudizio. Così scelgo innanzitutto di tacere, per poi cercare di trasformare la critica in parole di stimolo e di incoraggiamento per la persona che amo. 

Rifletto a fine giornata...

1. La consapevolezza di creare aspettative ed esprimere critiche e giudizi nei riguardi della persona che amo cosa mi rivela di me stesso?

2. Quali aspetti ho tenuto o tengo nascosti di me?

3. Cosa mi spinge a farlo?