Il coraggio

della profezia

8 marzo
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 4, 24-30

In quel tempo, Gesù [cominciò a dire nella sinagoga a Nàzaret]: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidóne. C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo, ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All'udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù.

Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

1.

Che rapporto ho con la Parola di Dio? Quanto tempo le dedico?

2.

Dio mi parla in continuazione. A volte può dire cose che mettono a nudo le mie inconguenze, i miei compromessi. Lo ascolto comunque e ci rifletto su o sdegnato lo caccio fuori?

3.

Seguire la verità, richiede il coraggio di dire parole scomode. Mi è mai capitato di vivere questa situazione o di essere il destinatario di tali parole?

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